Associazione vittime del Salvemini 6 dicembre 1990

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UN NUOVO PROGETTO DEL CENTRO PER LE VITTIME

Violenze domestiche:
come riconoscerle, come difendersi

Dopo il percorso pubblico di informazione e prevenzione sulle truffe, il Centro per le Vittime sta programmando le scadenze relative al nuovo progetto approvato e finanziato dai fondi regionali per il Volontariato. Anche questa volta si tratta di un tema tristemente diffuso e che spesso si presenta con toni di drammaticità e contorni spesso molto confusi: le violenze domestiche. Perché al plurale?
Al plurale, perché le situazioni che ci si presentano non sono uguali, ma testimoniano una realtà quanto mai varia e diversificata: vera e propria violenza fisica, minacce, sopraffazione psicologica, stato di intimidazione, restrizione di libertà, coercizione sessuale si alternano e si sovrappongono tra di loro.
Al plurale, perché lo stato d’animo della donna che chiede aiuto è sempre diverso: a volte si decide a cercare sostegno quando arriva al punto massimo di esasperazione, quando vuole troncare e basta; altre volte si rende conto di essere entrata in una spirale perversa, che la comprime fortemente, ma ancora vorrebbe recuperare un rapporto positivo; tutte le volte è portatrice di angosce, dubbi e paure su come affrontare la situazione nel migliore dei modi.
Se infinite sono le modalità in cui si manifesta la violenza, se molteplici sono gli stati d’animo con cui viene affrontata, altrettanto diversificate risultano le possibilità di ascolto e di aiuto sempre partendo dal presupposto che solo alla donna compete la scelta di come gestire la situazione in cui si trova e che qualunque sia questa scelta ha il diritto di essere rispettata e sostenuta.
Purtroppo, ancora oggi, ci rendiamo conto di come solo una minima parte di questa realtà emerga ed è per questo che abbiamo valutato indispensabile uscire noi allo scoperto, proponendo un percorso di informazione e di approfondimento che possa raggiungere chiunque si trovi a vivere una realtà del genere. In prima persona, chi ancora si tormenta nel cercare una soluzione tra mille dubbi e mille problemi; indirettamente a sostegno di chi, amico o parente, si trova ad essere in qualsiasi modo coinvolto o testimone di violenze nascoste nelle mura di casa.
Su questo progetto abbiamo voluto fortemente coinvolgere i Comuni convenzionati e tutti i servizi pubblici e le associazioni private che, a vario titolo, si occupano di questi temi fornendo strumenti di aiuto e sostegno alle separazioni, alle mediazioni, ai conflitti familiari in genere. Finora il progetto ha comportato incontri di formazione per i volontari del Centro; a Settembre vi sarà un’ulteriore fase di formazione e aggiornamento rivolta anche agli operatori dei servizi pubblici. Tra Ottobre e la fine di Novembre si terranno incontri pubblici con la partecipazione di relatori qualificati che tratteranno i diversi aspetti della fenomenologia delle violenze domestiche, compresi quelli di natura legale e psicologica.
In attesa di definire esattamente le date e i relatori, che saranno comunicati tempestivamente sui notiziari e con appositi depliant, possiamo qui anticipare le collaborazioni già attivate con lo scopo di realizzare incontri di facile approccio e il più possibile coinvolgenti: Università di Bologna, Dipartimento di Criminologia, AUSL, Servizi sociali comunali, UDI, Centro per le Famiglie, CEDIM, Casa delle donne per non subire violenza, ASPIC, Ass. Mosaico, Medici, Giornalisti, Scrittori, Attori e Registi che abbiano trattato professionalmente il tema.
Contiamo che possa essere un’utile occasione per favorire il coinvolgimento di tutti su di una questione che ci pare di cultura civile ancor prima che di solidarietà.

p. il Centro per le Vittime
Gianni Devani

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