
RELAZIONE AL 31/12/2008
La relazione di quest’anno sull’attività del Centro per le Vittime coincide con la conclusione del primo periodo di convenzione triennale, cui va aggiunto il semestre sperimentale dell’anno 2005. Tre anni e mezzo di attività, quindi, un periodo che consente di valutare anche alcuni importanti elementi di continuità che si vanno consolidando nel tempo.
Prima di tutto la costante crescita dei casi affrontati, dai 67 del 2005/06, ai 109 del 2007, ai 240 del 2008: un’evoluzione che testimonia una presenza ed una conoscenza del Centro ormai considerato un punto di riferimento territoriale molto importante. In effetti, al di là della casistica che commenteremo successivamente, vi è un elemento comune di soddisfazione da parte di chi si presenta al Centro, indipendentemente dalla gravità della problematica posta e dell’esito conseguito.
Di solito l’aiuto è tale da superare, in tutto o in parte, il problema posto; a volte, invece, non vi è possibilità o convenienza ad intervenire, in altre ancora non esiste un’effettiva situazione di ingiustizia o di danno. In ogni caso, però, risulta tranquillizzante il fatto di aver potuto ottenere una consulenza disinteressata, un confronto e un approfondimento in cui riconoscere che non si è subito un torto o un’ingiustizia: anche questo è un risultato importante, che consente di attenuare il senso di insicurezza che spesso pervade le componenti più deboli della popolazione.
Non a caso avevamo presentato il progetto del Centro per le Vittime alla Regione Emilia Romagna nell’ambito della Legge sulla Sicurezza e consideriamo particolarmente significativo il riconoscimento ricevuto assieme al contributo finanziario che ha avuto nel corso del 2008 il relativo completamento. In altri termini, la percezione della sicurezza non dipende solo dalla presenza degli apparati repressivi contro la criminalità, ma anche dal supporto di strumenti e servizi utili a dissolvere le paure e le incertezze determinate da una sempre più diffusa aggressività commerciale e sociale in genere.
In proposito, altro importante riconoscimento è venuto dal “Victim Support Europe”, che ci ha individuati come soggetto consulente in Italia per il Progetto “Victims in Europe”, teso a determinare il livello di applicazione della Decisione Quadro 2001/220/JAI nei Paesi membri dell’Unione Europea.
Il 2008 è l’anno che ha visto la completa messa a regime della convenzione con le Associazioni dei Consumatori e questo, com’era facile prevedere anche in virtù della positiva collaborazione che si è determinata, ha inciso in maniera determinante sulla quantità dei casi aperti. Si ritiene opportuno puntualizzare che i problemi posti ai consulenti coprono un ampio ventaglio di situazioni che vanno dalle semplici “forzature contrattuali” dei gestori delle utenze, telefoniche, in particolare, alle vere e proprie truffe commerciali e finanziarie, ai casi di pirateria telematica, a inadempienze varie. Una parte non secondaria di casi riguarda pure la gestione dei mutui bancari, su cui viene spesso fornita una vera e propria consulenza. La convenzione, alla luce degli ottimi risultati conseguiti, sta per essere rinnovata alle condizioni preesistenti anche se, il forte afflusso, continuerà ad essere supportato con la presenza contemporanea di due operatori, anziché uno.
Un importante elemento di preoccupazione in forte crescita è rappresentato dalle sempre più gravi situazioni finanziarie che investono anche famiglie apparentemente non esposte. Questa tematica ci vede in particolare collaborazione con i Servizi Sociali, ma spesso le realtà che ci si presentano sono troppo compromesse per trovare soluzioni soddisfacenti. E’ il caso, sempre più frequente, di persone che si presentano al Centro o ai Servizi per gravissime situazioni debitorie dovute alla sconsiderata politica di Società Finanziarie che hanno concesso prestiti al consumo al di fuori di ogni ragionevole prospettiva di rientro. Tali soggetti, a causa del progressivo indebitamento, si trovano prima o poi nell’impossibilità di far fronte al pagamento delle rate e, allo stesso tempo, accumulano insostenibili ritardi anche nel pagamento delle utenze e dell’affitto di casa. In queste situazioni, anche la richiesta di intervento che inoltriamo ai fondi nazionali preventivi dell’usura viene respinta, perché, stante l’impossibilità di un aiuto definitivo, si determinerebbe solo una soddisfazione parziale dei creditori senza alcuna possibilità di uscire in maniera ultimativa dall’emergenza. Nei casi più gravi e di fronte all’impossibilità di trovare una soluzione complessiva, a noi non resta che consigliare agli interessati la definizione di una scala prioritaria dei debiti da soddisfare, tale da salvaguardare gli aspetti essenziali alla vita familiare.
Diverso, per fortuna, il caso di alcune situazioni di limitata emergenza temporanea, cui, sempre in accordo con i Servizi Sociali, viene posto rimedio con la concessione dei piccoli prestiti sull’onore, utilizzando fondi messi a disposizione dall’Associazione Vittime del Salvemini. In questo modo e senza mai concedere direttamente soldi ai richiedenti, si provvede a sanare i debiti maturati dando la possibilità di rimborsare il prestito con piccole rate dilazionate e rapportate alla possibilità di un rientro graduale alla normalità e alla ritrovata autonomia finanziaria. Ad oggi, i prestiti concessi sono 7, per un totale di 8.717,11 euro. I rimborsi, che risultano sostanzialmente regolari, ammontano finora a 2.000 euro complessivi, con un residuo, quindi, di 6.717,11 euro. I rimborsi, previsti in un periodo massimo di 2 anni, sono assolutamente privi di qualsiasi interesse o spesa e, naturalmente, liberano risorse per ulteriori interventi .
Per questo ed i prossimi anni, il Centro per le Vittime ha deciso di attivare, affianco all’attività ordinaria, dei percorsi di prevenzione rivolti ai cittadini dei Comuni convenzionati. Sulla base dell’esperienza acquisita e della conoscenza della fenomenologia criminale sul territorio, abbiamo infatti ritenuto fondamentale intervenire sui temi delle “truffe agli anziani” e delle “violenze domestiche”. La diffusione di tali problematiche nonché l’indice della loro pericolosità ed incidenza sul livello della sicurezza percepita e della salvaguardia del tessuto sociale, pone l’urgenza di intervenire con strumenti di informazione, di conoscenza e di prevenzione. A tal fine, nei mesi scorsi, è stato elaborato un progetto insieme a VoLaBo, approvato in questi giorni dal Co.Ge., che prevede uno specifico finanziamento. Questo progetto, che articoleremo nei Comuni convenzionati d’intesa e in collaborazione con i Servizi del territorio, prevede e finanzia anche la formazione degli operatori che si occuperanno di questa specifica attività, dato che i temi saranno affrontati sotto i vari aspetti della fenomenologia, della ricaduta psicologica, dell’ordine pubblico, delle conseguenze legali e così via. Il termine per la conclusione di questo percorso è l’estate 2010, ma cercheremo di anticiparne i tempi per concluderlo entro il 2009.
La fine del triennio convenzionato implica il rinnovo della convenzione stessa e cogliamo l’occasione per confermare la già data disponibilità al prosieguo dell’esperienza in occasione dell’incontro congiunto dello scorso 15 Dicembre. Ancora una volta, però, sottolineiamo l’opportunità di estendere i servizi del Centro a tutti i Comuni del Distretto, magari nel quadro delle attività comprese nel “Piano di Zona della Salute e del Benessere 2009-2011”, considerando anche la concomitanza del periodo corrispondente alla nuova convenzione triennale. Questo consentirebbe di realizzare importanti sinergie a favore di una maggiore efficienza ed economicità complessiva, dato che, in ogni caso, già ora vengono assistiti cittadini dei Comuni non convenzionati.
Si allega:
1. Rilevazione statistica dei casi 2008 e raffronto col periodo 2005/2007
p. il Centro per le Vittime
Il Coordinatore
Gianni Devani