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(Relazione svolta nella sala consiliare del Comune di Pisa in occasione dell'inaugurazione della mostra "50 anni di
pace sui muri d'Europa" - PISA, 7 dicembre 2002).
Ringrazio innanzitutto per l'invito che gli organizzatori di questa iniziativa di pace ci hanno rivolto per parlare del nostro Centro.
Chi l'avrebbe detto che i manifesti che, nei primi anni '80, andavo raccogliendo nelle grandiose manifestazioni contro gli euromissili (a Roma, Bonn, Amsterdam, Ginevra, …) avrebbero costituito, di lì a qualche anno, il nucleo prima della raccolta denominata "Mostra del manifesto contro la guerra e la corsa agli armamenti, per l'educazione alla pace e alla nonviolenza" e, dal 1993, del "Centro di documentazione del manifesto pacifista internazionale" ?
Credo utile che questa esperienza, che ho vissuto fin dall'inizio in prima persona, venga fatta conoscere perché rappresenta l'ennesima dimostrazione di come un atto semplice e spontaneo com'è quello di raccogliere un manifesto o una locandina e di conservarlo (magari sotto il letto, come ho fatto io) possa assumere col tempo un'importanza primaria dal punto di vista culturale e politico.
Infatti, dal 1985 a oggi i manifesti del Centro sono passati da circa 200 a oltre 2000 e hanno permesso la realizzazione di circa 180 esposizioni in diverse località dell'Italia e della Svizzera. Inoltre, attorno alla Mostra itinerante si è sviluppata una lunga serie di iniziative collaterali: dai tavoli che esponevano pubblicazioni e gadgets pacifisti, alle conferenze e alle proiezioni di diapositive e audiovisivi, agli spettacoli teatrali, ai concerti, alle feste. Ancora: manifesti, volantini, comunicati stampa, che pubblicizzavano le singole iniziative locali hanno catalizzato l'attenzione di decine (forse centinaia) di migliaia di persone. Le pubblicazioni che che hanno accompagnato la Mostra itinerante e che dai manifesti hanno trovato ispirazione sono ormai numerose e vanno dalla stampa di opuscoli a quella di cartoline e alla produzione di saggi a carattere grafico, storico e semiotico, alcuni dei quali pubblicati nel primo catalogo che accompagnava la Mostra.
La raccolta dei manifesti è avvenuta e tuttora avviene in modo il più delle volte casuale e rappresenta una piccolissima parte dei manifesti prodotti sul tema della pace: è solo la punta di un grande iceberg. L'insieme della raccolta tocca argomenti che testimoniano vari aspetti delle idee e attività del multiforme pacifismo contemporaneo: obiezione di coscienza e servizio civile, obiezione di coscienza alle spese militari, difesa popolare nonviolenta, economia e pace, fame e disarmo, educazione alla pace, nucleare civile e militare, antimilitarismo nonviolento, ecc. Vi sono rappresentati pensieri anche molto diversi tra loro e questa pluralità di idee è stata salvaguardata per poter offrire un punto di riferimento contemporaneo e memoria storica.
Per evitare che il possibile smarrimento di qualche manifesto originale ne rendesse definitiva e irreparabile la perdita, abbiamo deciso di fotografare in diapositiva tutti i manifesti dell'Archivio.
Attualmente i manifesti sono raggruppati in sei sezioni: internazionale, italiana, bolognese, obiezione di coscienza alle spese militari, ex-Jugoslavia, guerre del Golfo. Le prime tre sezioni sono suddivise in vari argomenti. Ogni argomento ha un numero di manifesti variabile da poche unità a molte decine. Molti di questi manifesti hanno una propria storia: dal soggetto più o meno deteriorato perché staccato dal muro cui era stato affisso, a quello che ha subìto un' incriminazione per, ad esempio, vilipendio delle Forze Armate; oppure a una serie di manifesti stampati e mai affissi in seguito a ripensamenti dovuti a ragioni di opportunità politica (ad esempio, una serie di 4-5 manifesti fatti stampare dal PCI nel 1984 sull'attivazione della base missilistica di Comiso).
Tutto questo lavoro non sarebbe stato possibile senza il contributo determinante dei militanti dell'associazione "Antimilitarismo e disobbedienza nonviolenta - A.D.N." di Bologna. Dal 1984 decine di persone, con un lavoro di volontariato continuativo o saltuario, hanno permesso di rendere sempre più grande e viva la Mostra fino a provocare, nel 1993, la creazione del Centro di documentazione del manifesto pacifista internazionale - C.D.M.P.I..
Nel 1994 l'amico prof. Tonino Drago, che oggi insegna presso il dipartimento 'Scienze della pace' dell'Università di Pisa,
ci invita, partendo dall'Archivio dei manifesti del nostro Centro, a costruire a Bologna il primo museo per la pace
italiano. Ci abbiamo provato e il nostro progetto si sta oggi concretizzando a Casalecchio di Reno. Comunque,
a Paternò (CT), nel dicembre 2000 nasce finalmente il primo museo per la pace italiano.
Museo che viene presentato ufficialmente a Bologna due mesi prima nell'ambito della mostra "50 anni di pace sui muri d'Europa (1950-2000)". Fu proprio in quei giorni che il prof. Peter Van Den Dungen, ordinario di storia dei movimenti pacifisti all'Università della pace di Bradford in Inghilterra e coordinatore della Rete internazionale dei musei per la pace, nostro ospite per aver inaugurato la Mostra, ci disse che: 1) la nostra raccolta di manifesti, per quanto gli risultava, era la più grande al mondo e 2) il nostro archivio poteva essere considerato a tutti gli effetti un museo per la pace, anche se non ne aveva il nome. Da quindici anni eravamo un museo per la pace (probabilmente il primo in Italia) e non lo sapevamo!
La mostra "50 anni di pace sui muri d'Europa" e il libro-catalogo che l'accompagna rappresentano l'iniziativa più importante della nostra storia. Un'iniziativa che non nasce dal nulla. L'avevano preceduta almeno altre quattro grandi esposizioni, dopo le prime tre svoltesi a Bologna (Palazzo d'Accursio, 1985; Palazzo Re Enzo, 1986 e 1987):
- 1991, Massalombarda (RA). A cura dei grafici Marco Lega e Antonio Tabanelli vengono selezionati 80 manifesti particolarmente significativi dal punto di vista grafico ed estetico. La mostra viene allestita in una bella chiesa barocca sconsacrata e ristrutturata..
- 1993, Pavullo (MO). Per iniziativa del Comune, viene allestita in Palazzo Ducale una grande mostra di manifesti e, attorno ad essa, vengono organizzate molte iniziative sui temi della pace che vedono protagoniste molte scolaresche di Pavullo e dintorni. Il tutto viene chiamato "Anni di pace".
- 1996-97, province di Bologna e Modena. Con il contributo della Regione Emilia-Romagna viene realizzato, in collaborazione con la cooperativa "Gruppo libero-Teatro" di Bologna, "Il seme della pace", una serie di iniziative (mostre, conferenze, stages teatrali per le scuole, recitals) svoltesi nell'arco di alcuni mesi in 5 centri fra le province di Bologna e Modena.
- Febbraio 2000, Catania. In collaborazione con l'associazione catanese "Stop the war" viene organizzata, nell'ambito di una ricchissima serie di iniziative denominata "Verso la biennale della nonviolenza", la più grande esposizione di manifesti mai realizzata dal Centro: "Fortezze di pace". 480 manifesti dislocati su sette esposizioni fra loro integrate, in altrettanti centri della provincia di Catania (capoluogo compreso). Ciascuna esposizione era allestita all'interno di una fortezza normanna o di un carcere borbonico.
Arriviamo così all'ultima, la più importante: "50 anni di pace sui muri d'Europa". Una mostra, ora itinerante, realizzata con il contributo del Comitato "Bologna 2000" sorto per celebrare, con una miriade di iniziative, l'evento 'anno 2000' in cui Bologna rappresentava una delle 9 città europee della cultura e a cui era stato affidato il tema della 'comunicazione'. E su un tema come questo poteva forse mancare il nostro Centro? Evidentemente non poteva. Ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo messi al lavoro fin dal 1998. Il risultato lo avete sotto i vostri occhi, quando visiterete la mostra. Una mostra che non è stato facile preparare. Selezionare 100 manifesti da un archivio che ne contiene quasi 2000 rendeva indispensabile stabilire dei criteri di selezione che non è stato sempre agevole rispettare. Criteri di scelta e metodi di lavoro, oltre a molte altre notizie, vengono descritti nel libro-catalogo "50 anni di pace in Europa: eventi e immagini"
che accompagna la mostra.
Vittorio Pallotti
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