RELAZIONE-DIARIO SUL IV CONGRESSO INTERNAZIONALE DEI MUSEI PER LA PACE
(Ostenda - Belgio, 5 - 9 maggio 2003)
- Domenica 4. Approfitto della sosta a Pisa (devo essere in aeroporto la mattina seguente alle 7,45 per imbarcarmi su un
aereo Ryanair per Chaleroy, a 50 km da Bruxelles e a 100 da Ostenda) per staccare dai muri qualche manifesto pacifista.
- Lunedì 5. Sull'aereo faccio conoscenza con Elisabetta, di Firenze, laureanda in architettura e collaboratrice volontaria di una rivista di architettura on-line, diretta ad Amsterdam per partecipare a una biennale di architettura. Appena viene a conoscenza del nostro Centro, mostra un grande entusiasmo per la nostra attività. Verrà a Bologna per visitare la nostra realtà e per iniziare, eventualmente, una collaborazione.
Nel pomeriggio arrivo a Ostenda e, dopo una breve sosta in albergo, mi dirigo alla sede del congresso (Palazzo delle feste e della cultura) per la registrazione di rito e per l'allestimento del tavolo su cui esporre il materiale che avevo portato da Bologna (15 copie del catalogo ''50 anni di pace in Europa…'', cartoline, 15 copie del fascicolo contenente le fotocopie dei saggi in inglese del nostro primo catalogo ''Perché?'', le schede di presentazione in inglese del C.D.M.P.I., una copia, per sola consultazione, del catalogo ''Perché?''
Nel palazzo sono già esposte due grandi mostre. Una sui Premi nobel per la pace, organizzata dal Museo per la Pace di Bradford (GB), e l'altra sullo scrittore pacifista tedesco Heinrich Boll. Dalle 18 alle 20 apertura dei lavori con il saluto delle autorità locali (sindaco, ecc.) e la presentazione del congresso da parte di Peter Van den Dungen, coordinatore della Rete dei musei.
- Martedì 6 - ore 10-12. Relazioni generali (v. allegato). Grande dispiegamento di mezzi informatici: computer fissi e portatili, schermi giganti e di media grandezza (su cui venivano proiettati i software dei computer), lavagne luminose. Viene ufficialmente comunicato il sito della Rete: www. peacemuseums.org. Su di esso verrà inserita ogni informazione relativa sia al congresso che ai vari musei sparsi nel mondo.
Ore 14-20: visita in pullman sui luoghi della I guerra mondiale e al grande cimitero di guerra britannico di Tyne Cot, a Passendaele.Vi sono sepolti oltre 20.000 soldati. Al centro del cimitero campeggia una grande croce e, al suo centro, una enorme spada. Quale identificazione! Quale bestemmia!
A Ypres visitiamo il grande museo interattivo anti-guerra, molto ben organizzato e strutturato e ricavato in una grande ala di un immenso palazzo medioevale completamente distrutto nella Grande Guerra e fedelmente ricostruito.
Ore 20-20,30. Alla Porta di Menem assistiamo a una cerimonia commemorativa di reduci di guerra in uniforme. La cerimonia viene ripetuta ogni giorno alla stessa ora.
Ore 22-23,30: Ostenda. All'Hotel Marion vengono lette 4 comunicazioni, all' Hotel Holliday Inn solo 2, tra cui quella dello scrivente (v.allegato).
- Mercoledì 7 - Ostenda. 0re 9,30 - 18: lavori di gruppo su 3 grandi tematiche: 1. Vivere con la violenza - vivere dopo la violenza. Ricostruzione della società dopo il genocidio. Viene analizzato in particolare il caso del Ruanda e della Regione africana dei Grandi Laghi. 2. Ricordo e identità: l'importanza della guerra e della pace per le identità nazionali e transnazionali. Vengono analizzati in particolare i casi del Belgio, della Francia, di India e Pakistan, Giappone e USA. 3. Musei per la pace e educazione alla pace (1998-2003). Vengono presentate le esperienze e le riflessioni di 10 diversi musei. (v.allegato).
- Giovedì 8. Ore 7,45 - 12. Visita guidata al campo di concentramento di Breendonk, in antica fortezza.
Ore 16 - 18. Bruxelles: visita al Parlamento europeo, nel grattacielo dedicato a Altiero Spinelli (il grattacielo di fronte è dedicato a Spaak, l'altro grande padre dell'Europa unita). I congressisti sono ricevuti da 5 parlamentari europei del Belgio.
Ore 22. Ostenda: Incontro di lavoro sul futuro della Rete.
- Venerdì 9. Ore 8,45 - 12. Diksmuide. Visita a un altro grande museo anti-guerra: la Torre di Ijzer. 22 piani di allestimenti museali che si visitano iniziando dall'alto, dopo che un ascensore ha portato i visitatori in cima alla torre, da cui si vede un ampio tratto della pianura sconvolta dalla guerra 1914-18. La stessa pianura che si vede riprodotta fedelmente in un grande diorama al piano terra, così come appariva in quegli anni. La differenza è impressionante. Nel pomeriggio, nel grande spiazzo attorno alla torre, 15.000 alunni si ritrovano per cantare insieme canzoni di pace.
Dopo il pranzo, si riparte per Ostenda dove, in serata, i ''superstiti'' del congresso (3 giapponesi, 2 olandesi, 1 coreano, 1 italiano, 1 indiano) si ritrovano in un ristorante cinese per una cena di …arrivederci. Altri ''superstiti congressuali'' avevano deciso di fermarsi a Diksmuide dove un famoso gruppo musicale locale ('The Kelly Family') avrebbero tenuto, in serata, il concerto ''Verso la pace''.
- Sabato 10. Ore 11: partenza per Chaleroi, via Bruxelles. Ore 13,30 arrivo a Chaleroi. Ore 18,06: Partenza in aereo per Pisa. Ore 19,40: arrivo a Pisa. All'aeroporto mi aspetta la prof. Gabriella Favati, del Centro Gandhi di Pisa, per accompagnarmi alla stazione. Per l'occasione mi consegna la rassegna stampa della Mostra ''50 anni di pace...'' (Comune di Pisa, 7 dicembre 2002 - 15 gennaio 2003) e i lavori degli studenti delle scuole medie superiori di Pisa che l'hanno visitata e studiata (peccato che non li abbia potuti avere in andata, per poterli mostrare in sede congressuale, come esempio di cosa può produrre una mostra di manifesti sull pace!).
Ore 23,40 arrivo a Bologna.
VALUTAZIONI E COMMENTI (in ordine sparso).
- Il problema di comunicare sempre in inglese è stato superato discretamente, soprattutto nei colloqui interpersonali.
- Il giorno 8, sul pullman che ci portava al Parlamento europeo a Bruxelles, Peter Van Den Dungen legge un documento da sottoporre ai parlamentari. Alcuni congressisti propongono integrazioni e modifiche al documento, riguardante la proposta di creazione di un museo per la pace europeo e l'istituzione di forme di sostegno ai musei per la pace esistenti. Dopo essermi consultato con gli altri due delegati italiani (i coniugi Caramellino di Milano), propongo che nel documento venga inserito un terzo punto: la richiesta ai parlamentari che nella Costituzione europea, attualmente in discussione nell'apposita Convenzione presieduta da Valery Giscard D'Estaing, venga inserito un articolo analogo all'art. 11 della Costituzione italiana (v. documento allegato). La mia proposta viene accolta con entusiasmo da Van Den Dungen e nessuno solleva obiezioni.
Il parlamentare B. Van Staes (del partito Agalev), rivolgendosi ai congressisti, dichiara che si impegnerà personalmente a far sì che il Parlamento accolga le prime due richieste, mentre per la terza coinvolgerà direttamente la sua collega, anch'essa pacifista e membro della Convenzione.
- Il congresso, a mio parere, ha insistito un po' troppo sul ''Ricordo ed effetti della guerra'' e troppo poco sulla lotta e sull'azione della pace e sulla sua storia. Un giudizio più preciso potrò darlo dopo la lettura dei testi delle conferenze e delle comunicazioni.
- Importanti sono stati i contatti con i singoli delegati. In particolare con:
- il direttore del museo ''Figueres Castle for peace'' di Barcellona, inaugurato nel 2001.
- Gerard Lossbroek, direttore del Museo ''Comenius'' di Amsterdam, interessato a organizzare una mostra con i nostri manifesti. È sua intenzione venire a Bologna nella seconda metà di giugno.
- Peter Nias, direttore del museo per la pace di Bradford (GB), lui pure interessato a organizzare una mostra con i nostri manifesti.
- una giovane neo-laureata giapponese, di nome Keiko, che, anche sulla base delle nostre pubblicazioni, condurrà una ricerca dei cui risultati ci farà partecipi.
- Anatolj, 47 anni, direttore del museo per la pace di Samarcanda (Uzbekistan) che ci spedì, primo museo al mondo, alla fine degli anni '80, documentazione sulle loro attività (il museo fu fondatonel 1986). Immediata e adeguata fu allora la nostra risposta. E della cosa Anatolj si ricordava perfettamente. Questo incontro, per me, è stato tra i più emozionanti.
- Balkrishna Kurvey, presidente dell' Istituto indiano per la pace, il disarmo e la protezione ambientale nonché direttore del Museo ''No more Hiroshima - No more Nagasaki'' di Nagpur (India) Assieme alla moglie, ginecologa e presidente della sezione indiana dell' Associazione 'Medici per la prevenzione della guerra nucleare'', ha organizzato una mostra permanente contro la guerra termonucleare e per la sua prevenzione nei locali di un ospedale della città. La mostra è visitata anche da molte scolaresche e da molti studenti.
- una giornalista svedese di Stoccolma, collaboratrice di un Centro specializzato nella promozione e organizzazione museale in genere.
- Hussein Takano, direttore del ''Community Peace Museums Heritage Foundation'' di Nairobi (Kenia), amico del successore di padre Zanotelli nella baraccopoli di Korogocho a Nairobi.
- Giancarlo Caramellino e Piera Nanetti, di Milano, animatori del Museo per la pace dei Piccoli Martiri di Milano. A loro Peter Nias invierà una copia in b/n della Mostra sui Premi Nobel per la Pace perché la possano tradurre in italiano. Successivamente la mostra (in originale) sarà spedita a Milano o Bologna per la sua esposizione in entrambe le città ed eventualmente in altre ancora. La mostra viene fornita gratuitamente. Ovviamente, le spese del trasporto sono a carico del destinatario. Attualmente, la mostra è disponibile da agosto a ottobre c.a. e dal gennaio 2004 in poi.
- Alla mia comunicazione del 6 maggio sera, che ha fatto seguito a quella di Piera Nanetti, erano presenti una decina di delegati, tra cui, oltre ai coniugi Caramellino, Kazujo Yamane (ex-allieva di Van den Dungen e docente di educazione alla pace), Erik (collaboratore tecnico del Congresso), Anatolj, di Samarcanda.
- Gerard Lossbroek mi ha detto che ad Amsterdam è stato inaugurato di recente un museo del manifesto (in generale).
- Quanti manifesti possiede il Museo per la pace di Bradford? Sembra che dai 1000 da loro posseduti nel 2000 siano arrivati a circa 2000. Ci avranno già superato? Su questo abbiamo scherzato con Peter Nias e un suo collaboratore, conosciuto lo scorso anno a Lucerna, in occasione della celebrazione del I° centenario del primo museo della guerra e per la pace, inaugurato in quella città nel 1902 e tuttora esistente (il ''Bourbaki Panorama'').
I manifesti di Bradford vengono catalogati ma non plastificati e sono conservati in apposite cassettiere. A richiesta, mandano solo la riproduzione fotografica ridotta del manifesto su una scheda che contiene notizie e spiegazioni su quel manifesto. Se ho ben capito, questo avviene solo per una trentina dei loro manifesti che vengono così utilizzati per mostre locali.
- Ottima l'organizzazione del congresso (ma per Giancarlo Caramellino è stata ancora migliore quella del III Congresso (Tokio, 1998), cui egli stesso aveva partecipato). A fronte di una relativamente modesta quota di iscrizione, ciascun delegato non ha speso nulla per vitto, alloggio ed escursioni.
Vittorio Pallotti
Bologna, 13/5/2003